lunedì 27 ottobre 2008
I gesti dimenticati di Enel
giovedì 16 ottobre 2008
L'adv online andrebbe adeguato alle ore del giorno?
E' il risultato dello studio "Il contesto conta" di Microsoft Advertising.
Lo studio dimostra che la pubblicità ha avuto un significato diverso a seconda del contesto in cui è stato inserito.
- Quando gli utenti comunicano gli uni con gli altri sono più aperti alla pubblicità. Gli annunci più efficaci risultano banner e contenuti sponsorizzati. In questo tipo di attività è investito il 40% del tempo trascorso su Internet.
- I clienti che sono impegnati in lettura di informazioni, per la quale spendono il 15% del loro tempo, sono più sensibili ai banner interattivi e gadget.
- Coloro che utilizzano il web per intrattenimento, il 14% del tempo, sono più ricettivi alla pubblicità inserita nel video o gadget che possono essere scaricati, come i Theme Packs di Windows Live Messenger.
- Coloro che stanno semplicemente navigando in un modo casuale, danno maggiore attenzione a banner e applicazioni utili che possono essere utilizzati sul desktop, ma evitano con ogni mezzo le finestre pop-up.
- Coloro che usano Internet per acquisti, spesso non rispondono alle attività proposte dai marchi, ma ai banner. Questa attività prende il 10% del tempo trascorso on-line.
- Coloro che danno meno attenzione alla pubblicità on-line sono quelli che usano Internet per esprimere se stessi, o per creare i propri contenuti e il modo migliore per raggiungerli è attraverso attività che forniscono immagini e altri supporti per sviluppare la loro creatività. Ma questa attività rappresenta solo il 3% del tempo on-line.
Lo studio dimostra che nel corso della giornata, gli utenti di Internet combinano le diverse attività.
Le strategie di inserzionisti dovrebbero variare in base alle diverse ore della giornata.
martedì 14 ottobre 2008
I guru dell'adv online parlano

Guerino Delfino (Ogilvy), Massimiliano Magrini (Google), Philippe Simonet(Publicis) parlano del futuro della comunicazione online.
La sensazione che trasmettono è duplice... non nel senso che da un lato piace, da un altro no: proprio come se nella Rete ci fosse l'esasperazione di una polarità.
Da un lato, democrazia.
Prevalgono i conenuti autoprodotti (->facciamo parlare gli utenti), il parere che gli utenti danno e ricevono dai simili prevale sulle dichiarazioni ufficiali (->raccogliamoli noi questi pareri), l'attività su Internet non interrompe la fruizione del mezzo ma coinvolge (->cerchiamo un engagement sempre più forte).
Dall'altro, il filtro informativo.
L'advertising online e i motori di ricerca, che con il quasi monopolio di Google sono ormai la stessa cosa, indirizzano gli utenti sui siti di maggiore interesse per l'utente, esasperando la targetizzazione.
(Spunto di riflessione: non sono sempre io l'amico su facebook di Eurochocolate, collabora con il gruppo Tablet Hotels e legge il forum di Carnealfuoco.it?)
La geolocalizzazione, il vero futuro del mobile, mi veicolerà quelle e non altre informazioni e comunicazioni promozionali solo per il fatto di trovarmi in un certo punto del Pianeta.
E se la chiusura del cerchio fosse una nuova visione di Internet: non più come mezzo, ma come destinazione? E allora, dice Simonet, "è più facile creare contenuti laddove l'audience già si raduna".
Let's go Facebook!